Due domande bastano a giudicare qualunque proposta AI, prima di firmare. Il resto si allena.
Ogni proposta che arriva sulla tua scrivania oggi ha l'AI dentro. Alcune la usano per davvero, altre l'hanno solo scritta sullo slide. Il problema non è mancanza di offerta — è mancanza di un metro per separare le due cose prima di scommetterci un budget o, peggio, la fiducia dei tuoi clienti.
Due domande, sempre le stesse.
Cosa fa l'AI, esattamente, mentre la uso?
Cosa succede, esattamente, se sbaglia?
Se una proposta non regge a queste due domande, non è pronta per la tua azienda — indipendentemente da quanto è convincente lo slide. È il filtro che il format ti allena a usare, e che dopo resta tuo.
Non si impara a nuotare nell'oceano.
Flor-ai è un negozio di fiori che non esiste davvero: si apre a Milano solo per la durata del percorso. Il rischio si sposta lì, si prova, si sbaglia senza conseguenze — e solo dopo, se ha senso, si porta a casa.
Non stai comprando un tool che sarà superato tra sei mesi. Stai comprando il criterio per valutarli tutti — quello che resta valido anche quando i fornitori e i loro slide cambiano.
Non serve diventare tecnico. Serve poter distinguere una proposta seria da una verniciata, prima che diventi un impegno economico.
L'AI non sostituisce le tue persone: le affianca. Un collaboratore junior veloce, che qualcuno in azienda deve comunque dirigere — a partire da te.
15 minuti, via email: marketing@lucyinthesky.eu